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Newsletter fine anno 2015 PDF Stampa E-mail

Fondazione pro Africa del Cardinale Tonini

Fondazione-news    Anno 06     N°19

NEWSLETTER DI FINE ANNO 2015

 

RIFLESSIONE DI FINE ANNO

L’anno che si è concluso è stato un anno difficile per il Burundi. Il 2015 è stato caratterizzato da un susseguirsi di avvenimenti con risvolti spesso dolorosi, talvolta drammatici. Queste ultime settimane sono state contrassegnate da un aggravarsi della situazione politica con posizioni contrapposte che si sono radicalizzate rendendo più difficile il dialogo tra le parti. In queste settimane a Bujumbura si muore in un crescendo di violenze difficile da comprendere. Le notizie che arrivano in Europa sono frammentarie, talvolta non aderenti alla realtà e probabilmente lette con una certa svogliatezza. Altri sono i nostri problemi. Tutto sommato per noi il Burundi è un paese lontano, molto piccolo, che molti non sanno nemmeno indicare sulla carta geografica. Per chi conosce il Burundi, sa come sia un paese difficile da definire, con comportamenti politici e sociali spesso problematici da interpretare, ma è anche un paese “importante” per la sua povertà, per i suoi bisogni che, sulla base di un principio di equità, non può essere dimenticato e tanto meno abbandonato. Per questo, ma non solo per questo, nonostante la situazione difficile di questi mesi siamo rimasti sul posto e abbiamo continuato il nostro lavoro.  Siamo rimasti e rimaniamo perché la situazione a Ngozi è tranquilla e non ci sentiamo minacciati, ma soprattutto perché ci sembra che il migliore modo per contribuire alla pace del paese sia quello di rimanere sul posto e stare accanto ai burundesi in un momento difficile. Per questo è doveroso un sentito ringraziamento a tutti coloro che in questi mesi sono rimasti o sono andati a Ngozi dando valore al nostro progetto. Un grazie particolare ai nostri espatriati: Nicola, Vanja, Francesco, Alessandra, Chiara, Dylla, suor Gigliapia e suor Costancia. A loro il merito di mantenere vivo e dare continuità al nostro progetto.
E’ stato un anno difficile anche per noi che ci troviamo nelle retrovie. Difficoltà nel trovare risorse per sostenere i progetti in corso e per iniziarne di nuovi. Difficoltà accentuate dalla precarietà politica del paese e dal congelamento dei finanziamenti da parte delle istituzioni internazionali. Difficoltà anche di trovare compagni di viaggio per un cammino non facile e che sempre di più assume le caratteristiche di una sfida. Sfida contro il tempo, contro l’indifferenza nostrana, contro l’inadeguato supporto locale, contro lo scetticismo di chi, “educato” da una lunga esperienza d’Africa, ci vede come degli idealisti un po’ naif. Non tutti sono d’accordo su ciò che facciamo o su come lo facciamo, ma le critiche ci fanno bene, contribuiscono a migliorare e a farci rimanere con i piedi per terra.
Ma il 2015 è stato anche un anno di realizzazioni e di miglioramento. Con questo fine anno è stato aperto il nuovo reparto di Maternità del futuro ospedale materno infantile che vorremmo chiamare “Casa della madre e del bambino”, a significare l’abbraccio, l’accoglienza alla vita in un paese dove troppe madri e troppi neonati muoiono alla nascita. Contribuire alla riduzione della mortalità materna e infantile è la sfida che vorremmo vincere nei prossimi anni.
Altri progetti si sono consolidati o stanno raggiungendo il loro obiettivo. Tra questi il progetto riabilitativo in collaborazione con Fondazione don Gnocchi, la medicina in area critica e semintensiva di Vanya e Alessandra , il miglioramento delle attività di sala operatoria. Altre iniziative stanno per essere intraprese. Nei prossimi mesi prenderà l’avvio in collaborazione con SMOM  e l’Università di Milano il progetto per la formazione di tecnici odontoiatri . Con Vanya e Alessandra si valuterà la possibilità di dare una risposta alla forte necessità di chirurgia in età pediatrica. In ambito formativo prenderà l’avvio il progetto per la formazione alla tutorship dei formatori delle attività di didattica pratica per il corso di scienze infermieristiche. Si verrà a colmare così una grossa lacuna da molti sottolineata.

Tutto quanto abbiamo realizzato non sarebbe stato possibile senza l’aiuto delle associazioni che ci accompagnano nella realizzazione dei progetti specifici. Il loro aiuto è indispensabile. Va ricordata innanzitutto l’Università di Verona, la AOUI di Verona, Fondazione Chiesi, Fondazione don Gnocchi, SMOM e in particolare l’Associazione Amahoro sempre più partecipe nel sostenere progetti.  Da ultimo un accenno alla collaborazione con i nostri partner locali. Siamo in Burundi con loro e per loro. I rapporti sono buoni. Le difficoltà sono avvertite soprattutto nella quotidianità. Il nostro desiderio di fare in fretta e ottenere subito dei risultati, che si scontra con il loro buke, buke (piano, piano). La loro filosofia di vita che li porta ad accettare quello che la quotidianità propone e il nostro desiderio talvolta assillante di volere cambiare le cose e la frustrazione di non riuscirci perché ci mancano gli strumenti o le risorse, o non ci rassegniamo al buke buke. Sono due mondi che si confrontano e cercano di dialogare. Il confronto, lo sforzo di capire le diversità e i valori di due società con passati diversi, la rinuncia a pensare che il modello che noi proponiamo sia necessariamente il migliore, credo sia il percorso corretto per ottenere dei risultati.
Ezio Maria Padovani

 

CHI E’ STATO A NGOZI NEL 2015

 

L’OSPEDALE  “LA CASA DELLA MADRE E DEL  BAMBINO”

Il 21 di dicembre è stato fatto il trasloco dalla vecchia alla nuova maternità. Della nuova struttura sono stati per ora aperti il reparto di ostetricia e il blocco tecnico comprendente il pronto soccorso ostetrico, le sale parto e la sala operatoria per i tagli cesarei. Arrivare all’apertura di questa prima sezione del nuovo ospedale è stato complesso ed ha richiesto un lungo lavoro per risolvere i mille problemi che una struttura così articolata comportano. Mancano ancora alcuni interventi tecnici da completare come l’impianto esterno dei gas medicali e la seconda sala operatoria che sarà dedicata alla chirurgia pediatrica e ginecologica. Ma il più è fatto. Passeremo ora all’allestimento della neonatologia che prevediamo di aprire per marzo 2016.

 

VISIONE ESTERNA (LATO SUD E LATO EST) DELL’OSPEDALE MATERNO INFANTILE)
BLOCCO OPERATORIO E SALA OPERATORIA
SALA PARTO
SALA DEGENZA MATERNITA' E SALA STERILIZZAZIONE

 

NEONATOLOGIA

Il reparto di neonatologia del nuovo ospedale materno infantile è finito al grezzo. Resta la posa in opera del pavimento in PVC e la installazione delle apparecchiature e degli arredi. I lavori di strutturazione e adeguamento sono stati eseguiti in collaborazione con Chiesi Foundation. Si prevede che per il mese di marzo il reparto possa essere finito ed accogliere i primi neonati.

 

PROGETTO ODONTOIATRICO

Con l’apertura della nuova maternità sono iniziati i lavori di ristrutturazione della struttura lasciata libera (sale parto e sala operatoria) per essere trasformata in sede del nuovo reparto di odontoiatria. Il progetto è sostenuto da SMOM e prevede l’installazione di 4 riuniti, auletta didattica, aula di simulazione, studi medici e segreteria. La struttura sarà sede di formazione per gli studenti iscritti al nuovo corso per tecnici in odontoiatria che ha avuto inizio con l’anno accademico 2014/2015.Nel mese di gennaio 2016 una equipe di tecnici di SMOM si è recata per un mese a Ngozi per l’installazione delle apparecchiature tecniche. Il corso attivato dall’Università di Ngozi e da SMOM in collaborazione con l’Università di Milano è stato riconosciuto dal Ministero dell’Educazione del Burundi. Il responsabile del nuovo reparto sarà Bellarmin Ndayihereje, odontoiatra burundese laureatosi in odontostomatologia all’Università di Algeri. Si prevede che i primi diplomati del nuovo corso termineranno gli studi nell’anno accademico 2016/2017.

 

PROGETTO PER LA FORMAZIONE ALLA TUTORSHIP DEI FORMATORI DELLE ATTIVITA’ DI DIDATTICA PRATICA-PROFESSIONALIZZANTE PER IL CORSO DI LAUREA IN SCIENZE INFERMIERISTICHE DELL’UNIVERSITA’ DI NGOZI

Il progetto di collaborazione tra Università di Verona e l’Università di Ngozi prevede la partecipazione di professori dell’Università di Verona quali docenti del corso di laurea in scienze infermieristiche. Il programma di studi prevede inoltre lo svolgimento di attività pratiche professionalizzanti all’interno dell’ospedale di Ngozi distribuite nei tre anni del corso di studi per un totale di 1440 ore. L’esperienza fin qui avuta ha evidenziato nella attività pratica e di tirocinio come suo elemento principale di criticità. La realizzazione degli stages formativi in ospedale appare carente e problematica.

Accanto a ragioni strutturali che potranno essere affrontate con il progressivo miglioramento della qualità assistenziale, un elemento cruciale è dato dall’assenza di addestramento alla formazione del personale infermieristico (ed in generale sanitario) dell’ospedale. L’obiettivo principale del progetto sarà pertanto quello di dotare il percorso formativo del Diploma universitario in Scienze Infermieristiche di un nucleo di tutor capaci di gestire le attività pratiche professionalizzanti e gli stage di tirocinio pratico previsti dall’ordinamento didattico.

Lo strumento è un corso di formazione didattica, articolato in varie fasi che comprendono un periodo complessivo di 18-24 mesi, per addestrare alla funzione tutoriale (tutorship) nel contesto dello specifico professionale e dell’ordinamento didattico. Il corso quindi si propone di contribuire ad indurre un cambiamento strategico dell’infermiere come professionista della salute e della care in un professionista della formazione nel contesto delle attività pratiche professionalizzanti e degli stages di un corso universitario per infermieri, e di contribuire –assieme ad altre azioni ad hoc – a rendere l’Ospedale di Ngozi una sede idonea alla formazione infermieristica. Il corso avrà inizio nel mese di febbraio 2016, si svolgerà in 3 fasi con un totale di 12 giorni e complessivamente 84 ore di frequenza. Direttore del corso sarà il Prof Italo Vantini coadiuvato da Anne Marie Boyayo e dalla Chef de nursing dell’ospedale.

 

AIUTACI A REALIZZARE UN PROGETTO

Opere di misericordia, provenienti dalla chiesa di San Lorenzo ad Alkmaar, datate al 1504 e ora conservate al Rijksmuseum di Amsterdam.

 

Una espressione che si sente spesso dire in Burundi è ”Petit à petit l’oiseau fait son nid”. Un poco alla volta l’uccello fa il suo nido. Con poco, se ci mettiamo insieme si può fare molto. Con questa filosofia locale siamo a chiederti un contributo per alcuni progetti in corso a Ngozi.
Per chi volesse contribuire può fare un versamento presso:
Fondazione pro Africa presso il Banco Popolare Società cooperativa Dip 008 Ag 6
Codice IBAN: IT 54 N 05034 11708 000 000 000 572

 

 

UN CALDO ABBRACCIO

Nei paesi poveri il freddo è una delle cause che favorisce la mortalità neonatale. Ngozi si trova a 1800 metri sul mare. La temperatura durante la notte arriva a 12 gradi. Le mamme per lo più non portano indumenti per coprire il neonato e il solo calore offerto al bambino alla nascita è costituito dall’abbraccio materno. L’ipotermia che ne consegue è causa di gravi conseguenze soprattutto nel neonato nato pretermine. Il calo della temperatura corporea rappresenta una delle concause primarie (più importanti) che favoriscono la mortalità nel periodo neonatale.

Con interventi semplici e di costo contenuto si possono ottenere risultati significativi. Per questo abbiamo pensato di chiedere un aiuto a coloro che condividono il nostro progetto per sostenere una iniziativa volta a ridurre le conseguenze del freddo alla nascita e nei primi giorni di vita. Il progetto prevede la raccolta di fondi per fornire il necessario alle madri indigenti che partoriscono presso la maternità. Il costo di un Kit di accoglienza  (asciugamano,2 tutine , 2 magliette ,1 berretto e una copertina)  per accogliere con “calore” un  neonato alla nascita è di 35 euro comprensivo dei farmaci per fare la profilassi al neonato in sala parto

 

Diamo una speranza ai pazienti cardiopatici

La cardiopatía reumática è quasi scomparsa nei Paesi sviluppati mentre rimane una grave causa di morbilità e di mortalità nei paesi a scarse risorse. In Burundi la OMS stima che ogni anno muoiano 11 persone ogni 100.000 abitanti (proporzione 10 volte superiore rispetto a quella italiana). Si tratta nella maggior parte dei casi di pazienti molto giovani.
Un programma congiunto con Emergengy prevede che i pazienti con diagnosi definitiva di cardiopatia, se ancora operabili, vengano presi in carico per essere sottoposti ad intervento cardiochirurgico correttivo. Ai medici dell’ospedale di Ngozi, in collaborazione con i cardiologi del Dipartimento di Cardiologia della AOUI di Verona, spetta il compito di fare lo screening  e confermare la diagnosi .  I pazienti considerati operabili verranno presi in carico per essere  operati presso il Salam Centre, centro cardiochirurgico diretto da Emergency, a Khartoum in Sudan. Le spese  dell’intervento e di ospedalizzazione sono prese in carico da Emergengy .Le spese per la diagnosi , le procedure amministrative e i trasferimenti all’interno del Burundi corrispondono a 250 euro. Di questo progetto nel 2015 ,hanno usufruito  con esito favorevole 4 pazienti . L’obiettivo è di farsi carico   nel  2016 di 12 pazienti da sottoporre ad intervento.Chi vuole partecipare può contribuire con la cifra di 250 euro per la presa in carico di un paziente cardiopatico indigente. Sarà nostra cura tenere informato il donatore, se lo desidera, dell’andamento e dell’esito delle cure del beneficiario.

 

Dare da mangiare agli affamati

Negli ospedali del Burundi non viene fornito il pasto ai degenti. Il cibo viene portato dai famigliari quando possibile. Non tutti hanno questa possibilità. Una certa percentuale di pazienti sono indigenti, non posseggono nulla. Per questi malati, circa un centinaio ogni giorno, la Fondazione pro Africa distribuisce i pasti gratuitamente. Il costo di un pasto corrisponde a circa mezzo euro. Alla preparazione dei pasti partecipano i parenti dei degenti e preparati nella cucina gestita da personale della Fondazione.

Questa iniziativa sostenuta dalla Fondazione da più di 10 anni, è divenuta sempre più onerosa e difficile da sostenere. Per chi desidera sostenere questo progetto e contribuire alle spese di una giornata di distribuzione dei pasti ai pazienti indigenti il costo corrispondente è di 50 euro.

 

 

L’Equipe di Fondazione-news-Progetto Burundi,augura a tutti un sereno 2016.
Contatti: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
tel. 335 6096344
Sito della Fondazione: www.toniniproafrica.com
Per sostenere i nostri progetti: Fondazione pro Africa presso il Banco Popolare di Verona Dip 008 Ag 6
Codice IBAN: IT 54 N 05034 11708 000 000 000 572 (specificare causale donazione)